Gialli e Thriller

«La stagione morta» di Adriana Pace: giallo a Cala Murina

Torna l'ispettrice Delia Ravasi in «La stagione morta» di Adriana Pace: un giallo di località in un paese di mare sardo, a stagione finita.

15/9/2026· 2 min di lettura
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In sintesi

Torna l'ispettrice Delia Ravasi in «La stagione morta» di Adriana Pace: un giallo di località in un paese di mare sardo, a stagione finita.

Se ti piacciono i gialli in cui il posto conta quanto il caso, questo te lo segno subito. È appena uscito su Amazon «La stagione morta» di Adriana Pace, pubblicato da Volano Edizioni. È il secondo volume della collana «Le stagioni di Cala Murina» e riporta in scena l'ispettrice Delia Ravasi. Si apre con un'immagine che resta in testa: alle otto e dodici il lungomare di Cala Murina è chiuso da un nastro bianco e rosso, e quel nastro è legato a una sedia di plastica del bar del porto. Basta questo dettaglio per capire che qualcosa in paese si è rotto, e che nessuno ha voglia di dirlo ad alta voce.

Il momento dell'anno è quello che dà il titolo al libro. È fuori stagione: le saracinesche sono giù dal quindici settembre, la mareggiata grossa è passata nella notte fra il quattro e il cinque e in paese sono rimasti solo quelli che ci vivono davvero. Niente turisti, niente ombrelloni, niente chiasso d'agosto. Resta un paese di mare sardo a luci basse, dove ci si conosce tutti per nome. Adriana Pace lo racconta come un luogo in cui tutti sanno qualcosa e nessuno dice tutto, e da lettrice o lettore di gialli sai bene che è il terreno perfetto per un'indagine.

Poi c'è lei, Delia Ravasi. Scende dalla macchina e capisce subito una cosa che agli altri è sfuggita: quella sedia è l'unica cosa che qualcuno ha notato mancare, quella mattina. Mi piace molto questo modo di presentarla, perché ti dice che tipo di ispettrice è senza bisogno di spiegarlo. Guarda i particolari piccoli, quelli che la gente del posto dà per scontati, e da lì comincia a tirare il filo. Non ti racconto altro, perché la premessa è tutto quello che serve sapere prima di aprire il libro, e il resto è giusto scoprirlo pagina dopo pagina.

L'atmosfera è il punto forte. La quarta di copertina parla del vento di libeccio, delle tazzine sporche sul banco di Cossu e di una verità che d'inverno nessuno ha voglia di guardare. Sono immagini semplici, quotidiane, e proprio per questo funzionano: ti sembra di sentire l'aria salata che entra dalla porta del bar e di vedere il paese svuotato dopo l'estate. È il fascino del giallo di località, quello in cui il mistero nasce dalle abitudini di una piccola comunità, dai silenzi fra vicini e da tutto quello che si preferisce lasciare com'è finché il mare non lo riporta a riva.

Una cosa pratica che ti interessa sapere: «La stagione morta» si legge da solo. Se non conosci ancora Delia Ravasi puoi partire tranquillamente da qui, senza sentirti persa o perso. Se invece hai già letto il primo caso ambientato a Cala Murina, ritroverai i suoi personaggi e il piacere di tornare in un posto che conosci già, stavolta con il paese in una luce tutta diversa, quella dei mesi in cui restano solo i residenti.

Te lo consiglio se ami i gialli dove il paesaggio e le persone contano quanto l'indizio, se ti piacciono le ispettrici attente ai dettagli e se hai un debole per i paesi di mare raccontati fuori dalla cartolina estiva. È una lettura adatta alle sere d'autunno, magari con una coperta sulle gambe e il rumore della pioggia fuori. E se cerchi una nuova serie da seguire nel tempo, Cala Murina ha tutta l'aria di essere un posto in cui avrai voglia di tornare.

Dove trovarlo

«La stagione morta» di Adriana Pace e' su Amazon, anche con Kindle Unlimited: leggi l'anteprima su Amazon.

Tutti i libri di Volano Edizioni sono nella pagina I nostri libri.

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